sabato 19 marzo 2016

La salvaguardia delle rondini specie a rischio di estinzione

La prima del 2016 è stata vista il 12 marzo a Diaccia Botrona, ed entro aprile le rondini saranno tornate su tutta la penisola italiana.
Poiché la specie è a rischio la LIPU della sezione locale ha chiesto ai Comuni della provincia di Grosseto di  adottare una delibera “salvarondini” per salvaguardare i volatili.
Già negli anni scorsi alcuni comuni hanno adottato provvedimenti tesi ad evitare la distruzione dei nidi che avvengono casualmente, durante gli interventi edilizi,  o volontariamente, per evitare le deiezioni dei volatili.
Le rondini sono tutelate ai sensi della Direttiva CEE 79/409 relativa alla Conservazione degli Uccelli Selvatici, dalla Convenzione Internazionale di Berna sulla conservazione degli ambienti naturali, delle specie e dei loro siti di nidificazione, dalla  Convenzione Internazionale di Bonn che ratifica l’impegno dei Paesi aderenti alla conservazione delle specie migratorie e dei loro habitat, infine dalla Legge 157/1992 e dalla Legge Regionale della Lombardia n. 26/1993.
Proprio per superare il problema della distruzione dei nidi durante le opere di ristrutturazione degli immobili alcune associazioni animaliste hanno avviato delle campagne per l’installazione di nidi artificiali a sostituzione di quelli rimossi. L’opera di sensibilizzazione ha coinvolto alcune amministrazioni comunali che le quali hanno approntato accorgimenti e provvedimenti per la salvaguardia dei volatili mediante la sostituzione dei nidi distrutti e l’emanazione di opportune delibere.
Il Comune di Rozzano ha realizzato una apposita struttura ( la casa delle rondini dotata di nidi artificiali nell’Oasi dello Smeraldino-.parco 4 ) e nel 2005 ha approvato un Regolamento di Tutela degli Animali per aumentare la salvaguardia di questi uccelli. Oltre a vietare fino al 15 settembre le ristrutturazioni edilizie che implichino la distruzione dei nidi, a sollecitare gli agricoltori ad un uso responsabile dei prodotti chimici ed a vietare la raccolta delle uova dei volatili. Misure similari sono state adottate anche dal Comune di Opera, in Lombardia, di Genova e nella bozza del Regolamento di Tutela degli Animali del 2015 del Comune di Milano. Mentre il Comune di Marciana ( isola d’Elba) ha inserito nel Regolamento edilizio la prescrizione di utilizzare, per i manti delle coperture dei tetti, tegole con apertura adatte a consentire l’ingresso delle rondini.
La specie appare infatti sempre più esposta al rischio di estinzione e gli avvistamenti di volatili sono divenuti progressivamente più rari.
Attualmente si stima che le rondini coinvolte nella migrazione siano circa 150.000. Un numero in costante ed ininterrotto calo secondo uno studio della Bird-Life International per la quale la popolazione europea tra il 1970 e il 1990 ha avuto una riduzione del 40%.  
Allo scopo di tutelatre questi volatili nel 2014 , attraverso la collaborazione di Lipu, CISO ( Centro Italiano Studi Ornitologici ) ed Ebn Italia,  è stato realizzato il portale online www.ornitho.it mediante il quale si possono comunicare segnalazioni e documentazione ( foto, video, filmati ) idonee ad indicare gli avvistamenti e le posizioni di nidificazione di rondini e balestrucci sull’intero territorio italiano.          
Le rondini risentono dei cambiamenti climatici in atto mentre il loro habitat naturale è scomparso o ha subito cambiamenti notevoli
Modifiche ambientali, eliminazione di elementi quali siepi, prati, orti, canali e fossati,  agricoltura intensiva con l’uso massiccio di fertilizzanti ed antiparassitari chimici,  scomparsa di stalle e fienili tradizionali, che rappresentavano l’ambiente ideale per la nidificazione, e di ambienti analoghi  ne mettono a rischio la sopravvivenza.
E senza il loro sostanziale apporto nella lotta contro insetti e zanzare questi ultimi proliferano.
Occorre quindi un intervento immediato per evitare il nostro cielo rimanga deserto e muto durante la primavera.

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