lunedì 9 giugno 2014

Sistemi e strategie naturali contro i pappataci



I pappataci rappresentano un ulteriore problema che si ripropone periodicamente durante la stagione estiva.
I pappataci, o flebotomi, sono insetti di dimensioni molto piccole, 2-4 mm, (ragione per cui è difficile riuscire a vederli) le cui femmine sono ematofaghe ed hanno quindi la necessità di un pasto di sangue per procurarsi le proteine necessarie allo sviluppo delle uova.
Hanno un’attività crepuscolare e notturna che inizia subito dopo il tramonto. Durante il giorno sostano in luoghi abbastanza freschi ed umidi come cantine, abitazioni, stalle, pollai, fessure di muri, roccia o del suolo. Se rimangono all’interno delle case si rintanano sotto i materassi o dietro i mobili per poi tornare all’attività durante la notte.
I flebotomi hanno un volo silenzioso (da cui il nome pappataci mangiare in silenzio) e sono attirati dalle luci deboli. Volano solo per brevi distanze di 100-200 metri, anche se possono percorrere fino a 2 km trasportati dal vento.
I pappataci si alimentano su molti uccelli e mammiferi, domestici o selvatici e le punture sono molto fastidiose e particolarmente pericolose. La femmina pungendo inietta, nella pelle dell’ospite, saliva che può causare una reazione allergica con febbre e cefalea e può trasmettere diverse zoonosi (possono diffondere virus e batteri) e la leishmaniosi.
Delle 800 specie conosciute di flebotomi almeno 80 sono infatti vettori certi dei protozoi del genere Leishmania.
In Italia la leishmaniosi, in forma viscerale e forma cutanea, è una malattia endemica che colpisce l’uomo e il cane ( leishmaniosi canina). Il cane è infatti particolarmente soggetto esposto suscettibile al parassita con lo sviluppo di gravi sintomatologie viscero-cutanee in circa il 40 % di animali. Da sottolineare che anche i gatti, anche se sembrano maggiormente resistenti nei confronti della malattia rispetto al cane ( il numero di casi di leishmaniosi felina è minore, sono più frequenti le forme cutanee rispetto a quelle viscerali, ed anche le forme cutanee sono meno gravi), sono esposti alle punture dei pappataci e soggetti all’infezione da leishmania.
Negli ultimi decenni in Italia si è registrato un aumento delle zone di presenza dei pappataci ed una conseguente espansione della leishmaniosi verso il settentrione del Paese con la segnalazione di casi anche nelle regioni a nord della pianura padana. 
L’attività dei pappataci si riscontra durante la stagione calda, da metà maggio fino a luglio settembre,  poiché il ciclo di sviluppo è prettamente legato a fattori climatici, e può perdurare anche nei mesi successivi se l’estate è particolarmente umida e piovosa.
Dal momento che il ciclo di sviluppo delle specie diffuse in Italia varia dai 45 giorni ai 2 mesi  nel corso dell’estate possono verificarsi almeno due generazioni di adulti.
Il pappatacio prolifera in zone umide ed ombrose : lo sviluppo delle larve richiede la presenza di materiale organico composto da foglie secche, spoglie di altri insetti, feci di roditori ecc., temperatura relativamente costante, oscurità quasi completa ed un buon grado di umidità.
Il vaccino contro la leishmaniosi disponibile da qualche anno per i cani presenta rilevanti inconvenienti poiché non elimina affatto la possibilità di sviluppare la malattia e non può essere usato per tutti i soggetti,  produce frequenti, anche se transitori, ha effetti collaterali
Diviene allora fondamentale la prevenzione mediante la messa in atto di alcune pratiche e alcune accortezze.
Infatti poiché in città le zone preferite dai flebotomi sono le vecchie cantine è necessario mantenere questi ambienti aerati, puliti e liberi da materiali organici.
Inoltre dato che i flebotomi hanno scarsa resistenza alla luce, la quale può essere letale per gli adulti, è preferibile orientare il giardino lo spazio esterno a sud o sud ovest e procedere all’areazione, con penetrazione della luce solare negli ambienti dell’abitazione.
Nell’area esterna evitare di creare molte zone ombrose soprattutto realizzate con alberi frondosi che possono dar luogo ad accumuli di fogliame sul terreno sottostante.
E’ invece essenziale la pulizia del giardino per eliminare tutti i residui organici  ( foglie morte, erba tagliata, ecc.) di cui si nutrono le larve dei pappataci, soprattutto nelle zone ombreggiate.
Ed impedire ristagni d’acqua (i pappataci prediligono scelgono zone ed ambienti umidi) mediante la predisposizione di materiali drenanti ed, eventualmente, di condotti di drenaggio.
Occorre anche tenere pulita la cuccia del cane e per facilitare l’operazione meglio privilegiare giacigli in materiale facilmente lavabile come i rivestimenti interni ( un vecchio lenzuolo bianco può essere messo in lavatrice e può anche essere candeggiato).
Indispensabile non far dormire gli animali all’aperto soprattutto se vi è la presenza dei flebotomi.
E’ necessario prestare molta attenzione all’impiego di oli essenziali (timo, geranio, citronella, melissa, tee tree ) che non devono essere assolutamente utilizzati per i gatti per i quali hanno elevata tossicità.
In ogni caso occorre evitare prodotti ( come ETO X 20/20 CE) che contengano principi attivi come ETOfenprox, che ha una struttura molecolare simile a quella di un piretroide classico ) o la DEET (N,N-dietil-met a-toluamide) e la Picaridina (KBR3023) composti chimici sintetici che non sono affatto innocui neppure per i mammiferi. In particolare una ricerca condotta da Vincentt Corbel dell’Institut de Recherche pour le Development di Montepellier e Bruno Lapide dell’Università di Angers, in Francia,  ha evidenziato che la DEET si accumula nei reni e nel fegato, ha un’azione diretta sul sistema nervoso e che l’effetto è maggiore nei bambini.
La DEET  è frequentemente utilizzata anche nei preparati  definiti come “naturali” motivo per cui è indispensabile leggere accuratamente componenti composizione ed etichette soprattutto la composizione ICI.
Evitare l’uso di piretroidi e prodotti che li contengano  ed anche l’utilizzo di bombolette spry a base di permetrina  ( piretroide che può risultare letale per i gatti ).
Preferibile privilegiare metodi e sistemi naturali estremamente efficaci sia come larvicidi che insetticidi.
I predatori naturali dei pappataci, come nel caso delle zanzare, sono pipistrelli, anfibi, rondini ed uccelli insettivori, libellule e gambusie.
Mentre tra le piante sono, tra le altre, efficaci repellenti catambra,  geranio, basilico.

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